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Bangkok Galateo Thai
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Bangkok Galateo Thai

In uno dei Paesi più ospitali al mondo non è certamente difficile rendersi graditi, ma sarà comunque possibile accattivarsi ancor più l'attitudine già positiva dei Thailandesi.

Beneficiati da lunghe giornate soleggiate, panorami di incomparabile bellezza, profonda spiritualità buddista e cucina tra le migliori al mondo, i Thailandesi hanno davvero molti motivi per essere riconoscenti. E lo mostrano in generale essendo un popolo tra i più rilassati del pianeta. E’ tuttavia possibile incappare in spiacevoli incidenti culturali, se non si è correttamente preparati. Alcune semplici parole e gesti di saluto – specialmente il “wai”, il tradizionale saluto nazionale – faranno miracoli sul campo.

CIAO BANGKOK

Se volete dimostrare di essere in Thailandia non solo per prendere il sole e fare acquisti, vi raccomandiamo di dar priorità, al vostro arrivo in loco, al compito di imparare a salutare i Thailandesi nella loro lingua. Per fortuna l’ABC dei saluti è facilissimo da ricordare. Il saluto base dei Thailandesi è “sawatdee” (sauatdii), seguito dal suffisso di genere (maschile o femminile) appropriato. Prima di imparare ogni altra parola thailandese, è in effetti necessario comprendere l’utilizzo delle due particelle “ka” e “krap”. Esse si aggiungono al termine della frase per sottolineare la forma di cortesia, ed è importante tener presente che le donne utilizzano “ka” e gli uomini “krap”. Queste particelle dipendono dalla persona che parla e non da quella che ascolta, pertanto se siete una donna dovrete sempre aggiungere “ka”, indipendentemente dal sesso del vostro interlocutore.

THE WHO AND THE WAI

Di norma i Thailandesi non si stringono la mano, e quando lo fanno è spesso per mettere a loro agio gli Occidentali. Per restituire il favore si può mostrar loro rispetto imparando il tradizionale gesto di saluto e ringraziamento. Questo si chiama “wai”, e si effettua unendo le mani all’altezza del petto e chinando la testa in avanti, fino a toccare il naso con le punte degli indici. Il wai si completa rialzando la testa e sorridendo, mentre le mani giunte rimangono all’altezza del petto. Un’altra regola da tenere a mente è evitare il contatto visivo durante il wai. E’ utilizzato nei saluti di incontro o di commiato, per esprimere rispetto, gratitudine, ringraziamento e quando si chiede scusa con sincerità. Non esagerate però con i wai: ad esempio non è considerato opportuno rivolgere il wai a una persona più giovane. Una regola empirica che funziona è ricambiare il wai solo dopo che vi è stato rivolto.

DA RICORDARE

Come già detto, i Thailandesi sono in generale tipi parecchio rilassati. E’ però necessario che il turista tenga a mente alcune cose da evitare nel modo più assoluto. Per prima cosa, bisogna astenersi dal parlare della monarchia thailandese se non nel modo più affettuoso possibile. Il Paese dispone delle leggi di lesa maestà più dure al mondo, e un sia pur fuggevole commento negativo sulla Famiglia Reale potrà farvi passare dal lato sbagliato della legge. La cultura profondamente buddista della Thailandia potrebbe essere causa di problemi agli Occidentali che non ne conoscono le sfumature. La testa è considerata la parte più sacra del corpo, pertanto l’atto di toccare il capo di qualcuno (anche solo arruffare i capelli di un bimbo) è considerato riprovevole. Per contro i piedi sono considerati la parte peggiore e più sporca del corpo, pertanto eviterete di puntare i vostri piedi verso qualcuno, sollevarli oltre la sua testa, e naturalmente appoggiarli sulla scrivania o su una sedia.

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