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Milano Capolavori a Milano
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Milano Capolavori a Milano

Ecco che cosa non perdervi se siete in città, da un bacio patriottico ad un dito medio puntato contro i poteri economici

A Milano tutti si mettono in coda per vedere Il Cenacolo di Leonardo da Vinci, attraversano il Castello Sforzesco e visitano il Duomo. Gli amanti dell’arte entrano a Brera, quelli del design alla Triennale, ma Milano resta ancora oggi una città sottovalutata dal punto di vista artistico. Che peccato.

Ecco che cosa non perdervi se siete in città, da un bacio patriottico ad un dito medio puntato contro i poteri economici.

Il bacio di Francesco Hayez

Il vero titolo dell’opera sarebbe Episodio della giovinezza e il pittore Francesco Hayez lo dipinse nel 1859. Due giovani in abiti medioevali si baciano appassionatamente, e per questo il dipinto è diventato un simbolo dell’amore romantico. Il quadro però ha un significato ben più profondo, che interessa l’intera Italia. Siamo negli anni delle lotte contro l’Impero Asburgico per l’indipendenza italiana e della spedizione dei Mille di Garibaldi. Questo quadro rappresenta proprio l’impeto rivoluzionario, l’Unità d’Italia che in soli due anni si sarebbe finalmente realizzata. Oggi è conservato alla Pinacoteca di Brera.

Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo

Una fiumana di gente, che avanza e che protesta, attiva e desiderosa di diventare protagonista. Ecco il soggetto di un quadro famosissimo, che rappresenta le lotte operaie della fine dell’Ottocento ma assume un valore universale, di un’umanità che avanza e che a passo saldo e implacabile costituisce la lotta di classe. Il grande dipinto venne presentato per la prima volta allaQuadriennale di Torinonel 1902, censurato e poi fatto proprio dal movimento socialista. Molti lo ricordano per essere stato nei titoli di testa del film Novecento di Bernanrdo Bertolucci. Da sempre a Milano, il quarto statorimase in municipio fino al1980, quando fu spostato nellaGalleria d’arte moderna e poi nel 2010 al nuovo museo del Novecento in piazza Duomo.

Il dito di Maurizio Cattelan 


Seppur la scultura rappresenti un insultante dito medio, l’artista Maurizio Cattelan ha titolato l’opera L.O.V.E., ossia l’acronimo di libertà, odio, vendetta, eternità. È esposta davanti alla sede della Borsa di Milano. La scultura in imponente marmo di Carrara è in stile classico, in tono con quello anni Trenta di Palazzo Mezzanotte, ma è ovviamente uno sfottò iconoclasta contro il potere economico e la classe dirigente. Doveva restare solo un paio di settimane, ma dal 2012 è ancora lì a monito per le istituzioni, e per farsi selfie memorabili.

I Sette Palazzi celesti di Kiefer

Sette torri, imponenti, di cemento e piombo, esposte in un hangar completamente buio, dove passi e parole risuonano nell’ombra. I palazzi celesti di Anselm Kiefer parlano delle opere costruite dall’uomo nella storia per celebrare Dio e che oggi sono solo rovine, reali e simboliche della volontà di innalzarsi al livello divino. Dal 2015 una nuova installazione site-specific completa l’opera con un percorso pittorico.

Cena in Emmaus di Caravaggio

Esistono due versioni di questo quadro: una, la più famosa, conservata alla National Gallery di Londra, e una seconda versione conservata a Milano, alla Pinacoteca di Brera, dai toni ancora più cupi e massima espressione dell’opera del Caravaggio.

Bosco Verticale

Il Bosco Verticale è un edificio sostenibile e un nuovo modello di architettura urbana, di conservazione della biodiversità, della rigenerazione ambientale. Progettato dallo studio Boeri e realizzato negli anni precedenti a Expo 2015, i due edifici del Bosco Verticale sono oggi il simbolo di un nuovo quartiere, quello di Porta Nuova, e residenze di lusso richiestissime. Si contano 800 alberi, 4.500 arbusti e 15.000 piante gestite a livello condominiale, come un parco ma sviluppato in una nuova dimensione.

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